Ero al sicuro nella
culla morbida-nuvola.
Rifugiato là dove cose selvagge
ancora rigonfiano il grembo spinato.
Dorato sotto crepe
nel velo che arrossisce.
Ero giovane allora e
il tempo mi lasciava tardare.
Troppo presto perché il marcio
scrivesse le sue rime senza ragione.
Troppo lontano perché mani
trattenessero il mio respiro.
Ora lacrime fiere ondeggiano dove
i vermi celano i loro favori.
Troppo insanguinato per la vestaglia bianca
che scivola attorno a membra fasciate.
Occhi spalancati al cielo, mentre il giorno
mi coglie, nuovo e morente.
Nathan Glass
Traduzione di Grazia Cassetta
Foto: “The Lesser Light” di Crusty Da Klown


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