Tutte le cose belle.
Questo è ciò che voglio.
Il primo sorso di tè al mattino.
E tutti quelli dopo, al momento giusto.
Un nuovo dettaglio in una vecchia opera d’arte.
Una persona bella, magari solo di passaggio,
o vicina, troppo vicina per non sentirsi a disagio.
La luce che entra dalla finestra al momento giusto.
Niente di troppo scandaloso, ma nemmeno scandalosamente normale.
Una sedia su cui potersi appoggiare.
Il lungo intermezzo delle cose.
E la prossima cosa in fila prima che questa finisca.
Un buon libro.
Prosa da sottolineare con la penna verde.
Vecchie foto.
Piccole cose che le sopravvivono.
Quel posto dove vai di notte con i tuoi pensieri.
E riaddormentarsi al mattino.
Una genialità trasversale quando ti credono sconfitto.
L’aria del mare di notte.
Mani come cani felici sulla battigia della tastiera.
Ossa sull’avorio.
Coccole tra lenzuola fredde.
Alberi che bordano il sentiero che ti porta.
Sotto il fogliame.
Sotto la promessa di muoversi.
Davanti a quella figura lenta e strisciante che ti segue.
Fino ad allora, tutte le cose belle.
Nathan Glass
Traduzione di Grazia Cassetta
Testo originale: All The Good Things
Foto: “Chinese mother holds her baby on a tree-lined path” di simpleinsomnia


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